Cromatografia ionica nell'analisi dell'acqua
Con o senza silenziatore: questo è il dilemma

Un articolo a cura di Dott. Andreas Domröse, specialista di prodotto HPLC e IC, Shimadzu Germania | Tradotto dall’IA 6 min Temps de lecture

La cromatografia ionica (IC) è una delle tecniche analitiche più importanti nel campo dell’analisi dell’acqua e viene utilizzata per la rilevazione e la quantificazione degli ioni disciolti. In questo contesto, l’uso di un soppressore è molto diffuso, soprattutto nella cromatografia ionica anionica. Un confronto diretto tra l’IC con e senza soppressore per l’analisi dei sette anioni standard mette in evidenza i rispettivi vantaggi e svantaggi.

Fig. 1: (A) Struttura dei sistemi HIC-ESP e HIC-NS, costituiti (dall’alto verso il basso) da vaschetta dell’eluente, degassatore (DGU-403), rilevatore di conducibilità (CDD-10Avp), pompa inerte (LC-20Ai), autocampionatore inerte (SIL-20A) e (a destra della torre) forno (CTO-40S), nel quale è integrato il soppressore (ICDS-40A, indicato dalla freccia blu). (B) Schema di flusso del sistema HIC-NS, rappresentato in rosso, e (C) schema di flusso del sistema HIC-ESP, rappresentato in blu. In entrambe le figure i moduli sono raffigurati e descritti schematicamente; l’area tratteggiata in giallo indica la zona termoregolata del forno.(Immagine: Shimadzu Germania)
Fig. 1: (A) Struttura dei sistemi HIC-ESP e HIC-NS, costituiti (dall’alto verso il basso) da vaschetta dell’eluente, degassatore (DGU-403), rilevatore di conducibilità (CDD-10Avp), pompa inerte (LC-20Ai), autocampionatore inerte (SIL-20A) e (a destra della torre) forno (CTO-40S), nel quale è integrato il soppressore (ICDS-40A, indicato dalla freccia blu). (B) Schema di flusso del sistema HIC-NS, rappresentato in rosso, e (C) schema di flusso del sistema HIC-ESP, rappresentato in blu. In entrambe le figure i moduli sono raffigurati e descritti schematicamente; l’area tratteggiata in giallo indica la zona termoregolata del forno.
(Immagine: Shimadzu Germania)

Anche nell’analisi chimica esistono questi “metodi faro”: la cromatografia ionica (IC) ne fa sicuramente parte. Si tratta di una delle tecniche analitiche più importanti per le acque potabili, le acque ambientali, le acque di produzione, in breve: acque di qualsiasi provenienza. Nella cromatografia ionica vengono utilizzate principalmente tecniche di rilevamento elettrochimiche come la conduttività. Questo tipo di rilevamento determina la conduttività totale, sia degli ioni presenti nel campione che di quelli presenti nell’eluente. Pertanto, gli ioni provenienti dall’eluente influenzano non solo il comportamento di separazione, ma anche il rilevamento stesso. L’eluente definisce quindi la conduttività di fondo e, di conseguenza, il rapporto segnale-rumore – in questo modo influisce direttamente sui limiti di rilevamento. È proprio qui che entra in gioco un soppressore.