Tutela delle risorse e sostenibilità La ricerca recupera i rifiuti di plastica dai laboratori medici

Fonte: comunicato stampa DBU | Tradotto dall'IA 4 min Temps de lecture

Related Vendor

Riciclaggio nei laboratori medici? È possibile! Un progetto di ricerca ha dimostrato che i rifiuti plastici provenienti dai laboratori medici possono essere decontaminati e trasformati direttamente in nuove piastre di Petri. Nel corso di oltre 40 cicli, i materiali riciclati si sono rivelati igienicamente sicuri e non hanno mostrato alcuna citotossicità.

Solo in Germania, il settore sanitario produce ogni anno quasi cinque milioni di tonnellate di rifiuti, di cui, secondo le stime, il 25% è costituito da rifiuti di plastica. L’obiettivo di un progetto del laboratorio di analisi Hyg Cen di Schwerin, finanziato dalla Fondazione federale tedesca per l’ambiente, è quello di produrre materiale riciclato igienicamente sicuro a partire da questi rifiuti.(Immagine: Yehor Milohrodskyi)
Solo in Germania, il settore sanitario produce ogni anno quasi cinque milioni di tonnellate di rifiuti, di cui, secondo le stime, il 25% è costituito da rifiuti di plastica. L’obiettivo di un progetto del laboratorio di analisi Hyg Cen di Schwerin, finanziato dalla Fondazione federale tedesca per l’ambiente, è quello di produrre materiale riciclato igienicamente sicuro a partire da questi rifiuti.
(Immagine: Yehor Milohrodskyi)

Maggiore tutela del clima, dell’ambiente e delle risorse nella lotta contro il cambiamento climatico causato dall’uomo. Questa motivazione è al centro dell’attenzione della Fondazione federale tedesca per l’ambiente (DBU) quando si tratta di finanziare nuovi progetti. La DBU ha sostenuto con circa 338.000 euro un progetto di questo tipo proveniente dalla Sassonia e dal Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Il progetto mira a una migliore conservazione delle materie prime nel settore sanitario. Il consorzio coinvolto intende realizzare un’economia circolare nei laboratori medici, in modo che i rifiuti attuali si trasformino in materiale riciclato igienicamente sicuro, ovvero plastica riciclata.

Fanno parte del consorzio, dal Meclemburgo-Pomerania Anteriore, il laboratorio di prova Hyg Cen GmbH di Schwerin, specializzato nella garanzia della qualità dei dispositivi medici e nella disinfezione, e l’Istituto per le tecnologie dei polimeri e della produzione di Wismar; dalla Sassonia, invece, l’azienda di Chemnitz specializzata nella costruzione di macchinari e impianti speciali, la Ermafa Environmental Technologies GmbH. «Le piccole e medie imprese promuovono la tutela del clima e delle risorse grazie a un concentrato di competenze e alla ricerca high-tech», afferma Alexander Bonde, segretario generale della DBU. L’«interazione tra economia e scienza» è esemplare.

Riciclaggio di materie prime preziose attraverso l'economia circolare

Johanna Köhnlein, responsabile del progetto e laureata in scienze ambientali, coordinatrice scientifica per la ricerca e lo sviluppo presso Hyg Cen, definisce così l’obiettivo principale del progetto: «Abbiamo studiato se i rifiuti plastici di alta qualità provenienti dai laboratori medici possano essere decontaminati in modo sicuro e reimmessi nel ciclo di riciclaggio con la massima qualità possibile».

La sfida: si tratta di rifiuti plastici infettivi, presenti soprattutto nei laboratori medici e microbiologici e in altre strutture sanitarie, che finora venivano solitamente smaltiti per via termica dopo una cosiddetta inattivazione. In questo modo, una preziosa materia prima, per lo più a base di petrolio, viene irrimediabilmente distrutta, nonostante possa essere riciclata attraverso l’economia circolare, consentendo così di risparmiare risorse ed energia.

Il riciclaggio dei materiali è fattibile

Il progetto, finanziato dalla DBU, ha ora dimostrato la fattibilità di un approccio di riciclaggio per i rifiuti plastici provenienti dai laboratori medici. «L’obiettivo era quello di riutilizzare, idealmente in tutto o in parte, le materie plastiche separate per tipo, data la loro elevata qualità iniziale, per realizzare prodotti equivalenti – idealmente da una capsula di Petri all’altra», spiega Köhnlein.

Economia circolare nel settore sanitario: dai rifiuti di plastica si ottiene materiale riciclato (foto). Un progetto di ricerca ne ha analizzato le proprietà chimiche e fisiche, valutandone così la qualità e il potenziale ai fini del riciclaggio.(Bild:  Nico Laufer)
Economia circolare nel settore sanitario: dai rifiuti di plastica si ottiene materiale riciclato (foto). Un progetto di ricerca ne ha analizzato le proprietà chimiche e fisiche, valutandone così la qualità e il potenziale ai fini del riciclaggio.
(Bild: Nico Laufer)

In questo contesto, un contributo importante è stato fornito dall’azienda Ermafa di Chemnitz: lì, prima della decontaminazione, i rifiuti di plastica venivano triturati in una camera autoclave.

Secondo Köhnlein, nell’ambito del progetto «i rifiuti di polistirolo triturati e decontaminati provenienti dal nostro laboratorio» sono stati trasformati da un’azienda specializzata nello stampaggio a iniezione in nuove piastre di Petri, costituite «interamente dal materiale riciclato». Secondo la ricercatrice in scienze ambientali, le piastre di Petri riciclate erano «microbiologicamente inalterate» e «non presentavano alcun potenziale citotossico», ovvero non sono dannose per le cellule. A ciò si aggiunge il fatto che il processo di decontaminazione si è dimostrato efficace nelle condizioni testate. «In oltre 40 cicli analizzati, i microrganismi di prova utilizzati non erano più rilevabili sulle plastiche trattate», afferma Köhnlein.

La conclusione della responsabile della ricerca: il progetto, che giungerà al termine tra poche settimane, ha dimostrato la fattibilità del riciclaggio dei materiali – sempre nella condizione imprescindibile che i prodotti riciclati soddisfino i più elevati requisiti igienici.

S'abonner à la newsletter maintenant

Ne manquez pas nos meilleurs contenus

En cliquant sur „S'abonner à la newsletter“, je consens au traitement et à l'utilisation de mes données conformément au formulaire de consentement (veuillez développer pour plus de détails) et j'accepte les Conditions d'utilisation. Pour plus d'informations, veuillez consulter notre Politique de confidentialité. La déclaration de consentement porte notamment sur l’envoi de newsletters éditoriales par e-mail et sur le recoupement des données à des fins de marketing avec des partenaires publicitaires sélectionnés (p. ex., LinkedIn, Google, Meta).

Dépliez pour les détails de votre consentement

Riciclato e comunque igienicamente sicuro?

Secondo Köhnlein, «la sicurezza igienica e la tutela delle risorse vanno di pari passo». I processi di riciclaggio e produzione sono stati inoltre monitorati tramite bioindicatori e un sistema indipendente di controllo della temperatura. «In condizioni chiaramente definite e monitorate è possibile conciliare elevati requisiti igienici con un riciclaggio di alta qualità», afferma l’esperta. Il presupposto è «che per la rispettiva destinazione d’uso siano disponibili tutte le certificazioni igieniche e relative ai materiali necessarie».

La responsabile del settore della DBU, la dott.ssa Melanie Kröger, ha sottolineato che il progetto riveste grande rilevanza anche «perché il settore sanitario è tra i maggiori produttori di rifiuti in Germania e nel mondo». Il team del progetto ha «sviluppato soluzioni innovative che coniugano la sicurezza dei pazienti e la tutela delle risorse». Il segretario generale della DBU, Bonde, ha sottolineato l’importanza di un’economia circolare a tutto tondo, dalla progettazione dei prodotti alla prevenzione dei rifiuti, fino al riutilizzo, alla riparazione e al riciclaggio: «L’economia circolare apporta benefici sia all’ecologia che all’economia. Il modello di business lineare “take-make-waste”, ovvero estrazione, utilizzo e smaltimento delle materie prime, è un modello ormai superato. Il futuro è circolare».

Quinto posto nella classifica dei maggiori produttori di rifiuti a livello settoriale

Il progetto del consorzio rientra nell’iniziativa di finanziamento “CirculAid” della DBU – che attualmente comprende sette progetti per un valore complessivo di circa 1,7 milioni di euro e mira a promuovere l’economia circolare nel settore sanitario. Uno sguardo alle statistiche mostra quanto ciò sia necessario: secondo l’Istituto Fraunhofer ISI e l’Ufficio federale dell’ambiente (UBA), solo in Germania il settore consuma ogni anno oltre 100 milioni di tonnellate di materie prime, collocandosi al quarto posto a livello nazionale nel confronto settoriale per consumo di materie prime. Inoltre, secondo alcune indagini, solo gli ospedali in Germania producono ogni anno quasi cinque milioni di tonnellate di rifiuti e rappresentano il quinto maggior produttore di rifiuti del Paese – dai camici ai laringoscopi fino alla plastica. Una delle cause: l’uso di prodotti monouso anziché riutilizzabili.