Lo standard di laboratorio LADS
Gli standard sono morti! Lunga vita agli standard!

Un articolo a cura di Dr. Thorsten Teutenberg, Dr. Janina Bolling, Stefan Hoppe (maggiori informazioni in fondo all'articolo) | Tradotto dall'IA 8 min Temps de lecture

Il sogno di un laboratorio “plug-and-produce”: collegare dispositivi indipendentemente dal produttore, senza bisogno di una laurea in informatica. Questo potrebbe essere già da tempo lo standard, ma è proprio qui che sta l’ostacolo: nello standard stesso. Stabilirlo non è affatto facile a causa delle soluzioni isolate ormai consolidate e dei silos informativi. L’iniziativa LADS ha raccolto la sfida.

Fig. 1: In laboratorio si generano moltissimi dati. È importante che tali dati vengano trasmessi tra le apparecchiature e i sistemi di laboratorio. A tal fine sono necessarie interfacce adeguate. (Immagine simbolica)(Immagine: © Viacheslav Yakobchuk - stock.adobe.com)
Fig. 1: In laboratorio si generano moltissimi dati. È importante che tali dati vengano trasmessi tra le apparecchiature e i sistemi di laboratorio. A tal fine sono necessarie interfacce adeguate. (Immagine simbolica)
(Immagine: © Viacheslav Yakobchuk - stock.adobe.com)

Il mondo della tecnologia è in rapida evoluzione. Basti pensare ai grandi colossi come Microsoft, Google, Amazon, Meta e simili, che a intervalli sempre più brevi “lanciano” sul mercato modelli di IA sempre più potenti sotto forma di software open source, che la popolazione in generale utilizza volentieri. Nel frattempo, il laboratorio analitico si trova ancora in gran parte nel «medioevo oscuro». Esistono tuttavia già laboratori dimostrativi che hanno creato un’infrastruttura di laboratorio quasi autonoma. Lì, ad esempio, i robot mobili si occupano del trasporto dei campioni all’interno di un edificio, supportando così i dipendenti nel loro lavoro quotidiano [1–3].