Genetica della personalità Timido o coraggioso? Scoperte oltre 1.000 tracce relative alla personalità umana

Fonte: Comunicato stampa dell’Istituto Leibniz per la ricerca sul lavoro presso l’Università Tecnica di Dortmund (IfADo) | Tradotto dall’IA 4 min Tempo di lettura

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Geni o ambiente? Quale dei due influenza l’individuo? È una domanda che ci si pone ormai da decenni. Ora è stata trovata una risposta per quanto riguarda la personalità umana: il fatto che siamo timidi o coraggiosi, ordinati o piuttosto disordinati dipende in parte dai nostri geni. È quanto emerge da un ampio studio pubblicato sulla rivista scientifica *Nature*. A tal fine, un team di ricerca internazionale ha analizzato il genoma di oltre un milione di persone. 

Il fatto che siamo timidi o coraggiosi, ordinati o piuttosto disordinati dipende in parte dai nostri geni. (Immagine simbolica)(Bild:  GPT Image 2.0 / KI-generiert)
Il fatto che siamo timidi o coraggiosi, ordinati o piuttosto disordinati dipende in parte dai nostri geni. (Immagine simbolica)
(Bild: GPT Image 2.0 / KI-generiert)

Oltre un milione di persone, più di 1.000 tracce nel genoma. Il fatto che siamo timidi o coraggiosi, ordinati o piuttosto disordinati dipende in parte dai nostri geni. È quanto emerge da un ampio studio per il quale il team di ricercatori ha raccolto dati provenienti da 46 studi condotti in tutto il mondo. A seconda della caratteristica esaminata, hanno partecipato tra le 611.000 e 1,14 milioni di persone. In tutti gli studi sono stati prelevati campioni di DNA e sono stati analizzati i cinque noti tratti della personalità del cosiddetto «modello dei Big Five»: estroversione (quanto una persona è aperta e socievole), gradevolezza (quanto è gentile e premurosa), coscienziosità (quanto è ordinata e affidabile), nevrosi (quanto è ansiosa o equilibrata) e apertura alle esperienze (quanto è curiosa e fantasiosa).

A tal fine, il team ha utilizzato un metodo denominato “studio di associazione genomica” (GWAS). Questo metodo consiste nel confrontare il genoma di un numero molto elevato di persone per individuare i punti in cui si manifestano differenze correlate a una determinata caratteristica. In questo modo, il team ha individuato 1.260 posizioni nel genoma correlate alla personalità. Di queste, 824 erano precedentemente sconosciute.

In realtà non esiste un singolo gene che renda una persona timida o coraggiosa. I geni spiegano solo una piccola parte delle differenze tra le persone, che varia dal 4,8 al 9,3 per cento a seconda del tratto. Il resto dipende dall’ambiente: dall’educazione, dalla cerchia di conoscenti e dalle esperienze di vita. Tuttavia, diverse varianti genetiche combinate rispecchiano in modo valido i Big Five. Ad esempio, un’adolescente olandese con un alto livello di estroversione presenta varianti genetiche simili a quelle di un pensionato americano con un alto livello di estroversione.

Il contributo dell’IfADo di Dortmund

Presso l’Istituto Leibniz per la ricerca sul lavoro dell’Università Tecnica di Dortmund (IfADo) è in corso dal 2016 uno studio a lungo termine, il cosiddetto “Dortmund Vital Study”. Vi partecipano circa 600 persone sane di età compresa tra i 20 e i 70 anni. Queste forniscono, tra l’altro, campioni di capelli, sangue e saliva per l’analisi del genoma e compilano questionari sulla loro personalità. Questi dati provenienti da Dortmund sono stati integrati nella vasta analisi.

«Con i nostri dati raccolti a Dortmund abbiamo potuto dare un contributo a questo grande puzzle mondiale», afferma Erhan Genç, che all’IfADo dirige il gruppo «Neuroimaging and Interindividual Differences». «Studi di questo tipo funzionano solo se numerosi istituti in tutto il mondo collaborano e condividono i propri dati». In totale, quattro ricercatori dell’IfADo hanno contribuito al progetto: Erhan Genç, Patrick Gajewski, Stephan Getzmann e Christoph Fraenz.

Cosa evidenziano i risultati – e quali sono ancora le questioni aperte

La precedente genetica della personalità è stata spesso oggetto di critiche, poiché non era chiaro quanto fossero affidabili le correlazioni individuate. Questo studio ha esaminato la questione in modo sistematico e fornisce alcuni risultati chiari. Le correlazioni individuate tra geni e personalità si applicano in modo molto simile a persone provenienti da diversi paesi, sia giovani che anziani, indipendentemente dal fatto che la valutazione provenga dall’individuo stesso o da una persona vicina. Ciò suggerisce che si tratti di correlazioni affidabili e generalizzabili e non di una coincidenza isolata in un singolo studio.

Le correlazioni genetiche dei tratti della personalità differiscono in larga misura da quelle legate all’istruzione, al reddito e alle capacità cognitive. Ciò non significa che i geni non abbiano alcun ruolo in questi altri tratti; anche l’istruzione e le capacità cognitive sono influenzate da una molteplicità di fattori genetici e ambientali. Tuttavia, le varianti genetiche relative alla personalità identificate in questo studio hanno mostrato solo legami deboli o nessun legame chiaro con queste caratteristiche. Inoltre, oltre ai fattori genetici, anche le condizioni ambientali, come il contesto familiare e il background socioeconomico, svolgono un ruolo determinante nel percorso formativo.

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I tratti della personalità determinati geneticamente, invece, rivelano correlazioni con determinati comportamenti. Ad esempio, lo studio ha evidenziato una correlazione tra salute e comportamento. Le persone con una predisposizione genetica a una maggiore coscienziosità presentavano in media un indice di massa corporea più basso e fumavano meno spesso. Le persone con una predisposizione a una maggiore estroversione presentavano un rischio più elevato di contrarre il Covid-19 – probabilmente perché le persone socievoli hanno più contatti con gli altri. Per quanto riguarda il nevroticismo, è emersa una correlazione con un invecchiamento meno sano.

Non tutti i risultati sono in linea con le ipotesi formulate finora. Il team ha infatti riscontrato una correlazione tra l’apertura alle esperienze e un maggiore rischio genetico di sviluppare alcune malattie mentali. Ciò contraddice studi precedenti, che non avevano evidenziato quasi nessuna correlazione di questo tipo. Gli stessi ricercatori sottolineano che in questo ambito sono necessarie ulteriori ricerche.

Relazioni tra personalità e salute

I risultati sono, innanzitutto, importanti soprattutto per la ricerca. Aiutano a comprendere meglio come si forma la personalità e come i geni e l’ambiente interagiscono in questo processo. Dalle tracce genetiche individuate non è possibile sviluppare un test genetico in grado di prevedere la personalità di un singolo individuo: l’influenza dei singoli geni è infatti troppo esigua. Gli autori lo sottolineano espressamente nel loro studio.

A lungo termine, tuttavia, questi risultati potrebbero contribuire a comprendere meglio le correlazioni tra personalità e salute, ad esempio nel caso delle malattie mentali. Prima che ciò possa tradursi in applicazioni pratiche, sono tuttavia necessari ulteriori studi. Occorre inoltre tenere conto delle questioni etiche, come ad esempio il modo responsabile in cui gestire tali dati genetici.

Originalpublikation: Schwaba, T., Clapp Sullivan, M.L., Akingbuwa, W.A. et al. Robust inference and correlates from genetic associations with personality. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-026-10992-9