Standard aperti anziché soluzioni isolate
Esperienza limite della digitalizzazione: insieme verso il Laboratorio 4.0

Un articolo a cura di Dott. Thorsten Teutenberg, responsabile del dipartimento “Analisi di ricerca e miniaturizzazione”, Istituto per l’ambiente e l’energia, la tecnologia e l’analisi e. V. (IUTA); Prof. Dr. Jochen Türk, responsabile del laboratorio di cooperazione, Ruhrverband ed Emschergenossenschaft/Lippeverband | Tradotto dall'IA 12 min Temps de lecture

La digitalizzazione va benissimo, ma troppo spesso la sua attuazione porta alla creazione di silos di dati e soluzioni isolate. Oggi, molto più importanti dell’ultima generazione di software sono le interfacce aperte e gli standard. Riconoscendo i limiti (di sistema) esistenti e conoscendo approcci risolutivi come OPC UA LADS, è possibile trasformare soluzioni frammentate in un efficiente «Laboratorio 4.0». Un appello alla collaborazione.

Fig. 1: Passaggio dall’estrazione liquido-liquido classica secondo la norma DIN EN ISO 9377-2:2001 (H 53), con agitatori singoli e documentazione cartacea (in alto), a un tavolo di agitazione integrato che include la registrazione dei campioni, condizioni di agitazione e del peso del campione tramite pesatura differenziale (in basso).(Immagine: Laboratorio di cooperazione, Ruhrverband ed Emschergenossenschaft/Lippeverband)
Fig. 1: Passaggio dall’estrazione liquido-liquido classica secondo la norma DIN EN ISO 9377-2:2001 (H 53), con agitatori singoli e documentazione cartacea (in alto), a un tavolo di agitazione integrato che include la registrazione dei campioni, condizioni di agitazione e del peso del campione tramite pesatura differenziale (in basso).
(Immagine: Laboratorio di cooperazione, Ruhrverband ed Emschergenossenschaft/Lippeverband)

Iniziamo con la buona notizia: le tecnologie per il laboratorio digitale non mancano. I moderni strumenti analitici generano enormi quantità di dati, i sistemi di gestione delle informazioni di laboratorio (LIMS) gestiscono i processi in modo digitale, la robotica automatizza le attività di routine e l’intelligenza artificiale ricava nuove informazioni da insiemi di dati complessi. La cattiva notizia: senza standard di dati e interfacce di comunicazione aperti e non proprietari, i dati rimangono confinati in silos isolati e gli strumenti restano stazioni di automazione isolate.