Salute nella mezza età Il contesto familiare durante l’infanzia e il numero di fratelli sono correlati alla salute del cuore e del cervello nella mezza età

Fonte: comunicato stampa Università di Turku | Tradotto dall'IA 3 min Tempo di lettura

Uno studio di dottorato dimostra che l’ambiente familiare in cui cresciamo può avere ripercussioni sulla salute nella mezza età. I figli unici sono esposti a rischi cardiovascolari più elevati per tutta la vita, mentre il fumo dei genitori provoca danni permanenti, compromettendo sia la salute cardiaca che le prestazioni cognitive fino all’età adulta.

I principali risultati della ricerca hanno evidenziato che l’esposizione al fumo dei genitori durante l’infanzia era correlata a cambiamenti nella struttura cardiaca e a prestazioni cognitive inferiori nella mezza età.(Fonte: Unsplash)
I principali risultati della ricerca hanno evidenziato che l’esposizione al fumo dei genitori durante l’infanzia era correlata a cambiamenti nella struttura cardiaca e a prestazioni cognitive inferiori nella mezza età.
(Fonte: Unsplash)

Turku/Finlandia – Le malattie cardiovascolari e il declino cognitivo rimangono tra le principali cause di morbilità e mortalità a livello mondiale. Sono stati identificati diversi fattori di rischio per queste patologie, ma essi non spiegano completamente il carico di malattia.

Il dott. Jukka Pihlman, specialista in medicina interna e dottorando presso l’Università di Turku in Finlandia, ha esaminato nella sua tesi di dottorato se i fattori familiari vissuti durante l’infanzia influenzino la salute anche a distanza di decenni.

I dati della ricerca provengono dallo studio “Cardiovascular Risk in Young Finns”, condotto su base demografica, che ha seguito i partecipanti fin dall’infanzia per oltre 30 anni.

La salute dei partecipanti è stata studiata esaminando i fattori di rischio cardiovascolare, la struttura e la funzione del cuore mediante ecografia, i primi segni di aterosclerosi, ovvero l’indurimento delle arterie, e le prestazioni cognitive nella mezza età tramite test standardizzati.

Il fumo passivo ha un impatto anche nella mezza età, così come lo è il fatto di essere figlio unico

I principali risultati della ricerca hanno evidenziato che l’esposizione al fumo dei genitori durante l’infanzia era correlata a alterazioni della struttura cardiaca e a prestazioni cognitive inferiori nella mezza età. In particolare, la memoria episodica, ovvero la memoria autobiografica, così come la memoria di lavoro e l’apprendimento, risultavano più deboli negli individui che erano stati esposti al fumo di tabacco durante l’infanzia.

Inoltre, lo studio ha rilevato che il numero di fratelli era associato a fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e metaboliche nel corso dell’intera vita. I figli unici presentavano un profilo meno favorevole di fattori di rischio per le malattie cardiovascolari già durante l’infanzia, come un indice di massa corporea più elevato e livelli più bassi di attività fisica. Inoltre, è emerso che presentavano tassi più elevati di obesità e ipertensione in età adulta.

La ricerca fornisce nuove informazioni su come gli effetti dell’ambiente familiare possano estendersi ben oltre quanto si pensasse in precedenza: «Sebbene gli effetti nocivi del fumo passivo durante l’infanzia siano ben noti, i risultati del nostro studio suggeriscono che tali effetti possano essere ancora evidenti nella struttura del cuore e nelle funzioni cognitive nella mezza età. Inoltre, lo studio dimostra che la dimensione del nucleo familiare e il numero di fratelli possono essere associati alla salute cardiovascolare e metabolica in età avanzata, indipendentemente da numerosi altri fattori socioeconomici e legati allo stile di vita già noti», afferma Pihlman.

I risultati evidenziano l’importanza di proteggere i bambini e gli adolescenti dall’esposizione al fumo passivo. Suggeriscono inoltre che i fattori legati alla struttura familiare potrebbero essere utilizzati per identificare i bambini e gli adolescenti che potrebbero essere esposti a un rischio maggiore di sviluppare problemi di salute in età avanzata.

Lo studio conferma l'idea che le basi della salute delle persone si gettino nella prima infanzia e che le misure preventive mirate alle condizioni di vita nei primi anni di vita possano potenzialmente ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e di declino cognitivo in età avanzata.

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