Sulle tracce dei piromani grazie alle analisi chimiche
Incendio doloso: analisi forense degli acceleranti

Un articolo a cura di Guido Deußing 15 min Temps de lecture

Il fatto che un incendio sia stato appiccato per danneggiare qualcosa o per coprire un reato è, in una prima fase, irrilevante ai fini dell’accertamento della causa dell’incendio. In primo piano vi sono le domande su dove e come sia divampato l’incendio. Se sul luogo dell’incendio si rinviano residui di benzina, è lecito sospettare un incendio doloso. La benzina, essendo altamente infiammabile, viene spesso utilizzata come accelerante. Nell’accertamento della causa dell’incendio, l’analisi chimica strumentale svolge un ruolo centrale.

Fig. 1: Le sostanze altamente infiammabili consentono di scatenare incendi con una semplice scintilla. (Immagine simbolica)(Immagine: cstirit - stock.adobe.com)
Fig. 1: Le sostanze altamente infiammabili consentono di scatenare incendi con una semplice scintilla. (Immagine simbolica)
(Immagine: cstirit - stock.adobe.com)

Nel 2022 i vigili del fuoco tedeschi sono intervenuti in 229.497 casi per spegnere incendi e far fronte alle conseguenze di esplosioni – pari a circa 629 interventi al giorno. A causa delle fiamme e del fumo hanno perso la vita 373 persone, 289 delle quali in abitazioni private [1]. Non esiste alcun dato che indichi quante persone siano state salvate dagli 1,4 milioni di vigili del fuoco, per lo più volontari, presenti nel Paese. Tuttavia, le statistiche evidenziano un cambiamento in senso positivo: solo 20 anni fa, il numero delle vittime degli incendi era doppio rispetto a quello odierno [2].