Parte 2 della miniserie
Rimozione delle microplastiche con un approccio sistematico: dall’impianto pilota alla produzione industriale

Un articolo a cura di Dott.ssa Katrin Schuhen, fondatrice e amministratrice delegata, Wasser 3.0 gGmbH | Tradotto dall'IA 13 min Temps de lecture

La prima parte della nostra miniserie sulla rimozione delle microplastiche descrive come alcune tecnologie all’avanguardia dimostrino che una protezione ambientale efficace e il successo economico non si escludono affatto a vicenda. Nella seconda parte potrete scoprire come un impianto pilota sia stato portato a maturità industriale e quali siano le leve fondamentali per avviare una svolta nella questione delle microplastiche.

Fig. 1: Ogni anno, solo da un impianto di depurazione comunale di medie dimensioni finiscono nelle nostre acque oltre 150 miliardi di particelle di microplastica [1]. (Immagine simbolica)(Immagine: © Thirawat - stock.adobe.com)
Fig. 1: Ogni anno, solo da un impianto di depurazione comunale di medie dimensioni finiscono nelle nostre acque oltre 150 miliardi di particelle di microplastica [1]. (Immagine simbolica)
(Immagine: © Thirawat - stock.adobe.com)

Per affrontare il problema globale delle microplastiche, è necessario non solo evitare le emissioni di microplastiche, ma anche ridurle in modo efficace. La chiave di tutto ciò risiede in un’analisi affidabile, abbinata a una tecnologia di rimozione efficace che segua coerentemente i principi dell’economia circolare. Spesso, nello sviluppo dei processi, il passaggio da un impianto pilota di successo a un'ampia applicazione industriale risulta arduo. Non è così per Wasser 3.0 PE-X: la tecnologia è stata sviluppata fin dall’inizio puntando su robustezza, scalabilità e facilità d’uso. L’impianto pilota descritto nella prima parte di questa miniserie, utilizzato nell’industria dell’imballaggio, funziona in modo completamente automatico in modalità batch. Un ciclo comprende 200 litri e dura circa 30 minuti, compresi il riempimento, la reazione e la filtrazione. Il dosaggio del reagente di agglomerazione avviene automaticamente tramite una pompa, mentre la separazione degli agglomerati avviene tramite un filtro a nastro inclinato autopulente [8].