Riciclaggio nei laboratori medici? È possibile! Un progetto di ricerca ha dimostrato che i rifiuti plastici provenienti dai laboratori medici possono essere decontaminati e trasformati direttamente in nuove piastre di Petri. Nel corso di oltre 40 cicli, i materiali riciclati si sono rivelati igienicamente sicuri e non hanno mostrato alcuna citotossicità.
Solo in Germania, il settore sanitario produce ogni anno quasi cinque milioni di tonnellate di rifiuti, di cui, secondo le stime, il 25% è costituito da rifiuti di plastica. L’obiettivo di un progetto del laboratorio di analisi Hyg Cen di Schwerin, finanziato dalla Fondazione federale tedesca per l’ambiente, è quello di produrre materiale riciclato igienicamente sicuro a partire da questi rifiuti.
(Immagine: Yehor Milohrodskyi)
Maggiore tutela del clima, dell’ambiente e delle risorse nella lotta contro il cambiamento climatico causato dall’uomo. Questa motivazione è al centro dell’attenzione della Fondazione federale tedesca per l’ambiente (DBU) quando si tratta di finanziare nuovi progetti. La DBU ha sostenuto con circa 338.000 euro un progetto di questo tipo proveniente dalla Sassonia e dal Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Il progetto mira a una migliore conservazione delle materie prime nel settore sanitario. Il consorzio coinvolto intende realizzare un’economia circolare nei laboratori medici, in modo che i rifiuti attuali si trasformino in materiale riciclato igienicamente sicuro, ovvero plastica riciclata.
Fanno parte del consorzio, dal Meclemburgo-Pomerania Anteriore, il laboratorio di prova Hyg Cen GmbH di Schwerin, specializzato nella garanzia della qualità dei dispositivi medici e nella disinfezione, e l’Istituto per le tecnologie dei polimeri e della produzione di Wismar; dalla Sassonia, invece, l’azienda di Chemnitz specializzata nella costruzione di macchinari e impianti speciali, la Ermafa Environmental Technologies GmbH. «Le piccole e medie imprese promuovono la tutela del clima e delle risorse grazie a un concentrato di competenze e alla ricerca high-tech», afferma Alexander Bonde, segretario generale della DBU. L’«interazione tra economia e scienza» è esemplare.
Riciclaggio di materie prime preziose attraverso l'economia circolare
Johanna Köhnlein, responsabile del progetto e laureata in scienze ambientali, coordinatrice scientifica per la ricerca e lo sviluppo presso Hyg Cen, definisce così l’obiettivo principale del progetto: «Abbiamo studiato se i rifiuti plastici di alta qualità provenienti dai laboratori medici possano essere decontaminati in modo sicuro e reimmessi nel ciclo di riciclaggio con la massima qualità possibile».
La sfida: si tratta di rifiuti plastici infettivi, presenti soprattutto nei laboratori medici e microbiologici e in altre strutture sanitarie, che finora venivano solitamente smaltiti per via termica dopo una cosiddetta inattivazione. In questo modo, una preziosa materia prima, per lo più a base di petrolio, viene irrimediabilmente distrutta, nonostante possa essere riciclata attraverso l’economia circolare, consentendo così di risparmiare risorse ed energia.
Il riciclaggio dei materiali è fattibile
Il progetto, finanziato dalla DBU, ha ora dimostrato la fattibilità di un approccio di riciclaggio per i rifiuti plastici provenienti dai laboratori medici. «L’obiettivo era quello di riutilizzare, idealmente in tutto o in parte, le materie plastiche separate per tipo, data la loro elevata qualità iniziale, per realizzare prodotti equivalenti – idealmente da una capsula di Petri all’altra», spiega Köhnlein.
Economia circolare nel settore sanitario: dai rifiuti di plastica si ottiene materiale riciclato (foto). Un progetto di ricerca ne ha analizzato le proprietà chimiche e fisiche, valutandone così la qualità e il potenziale ai fini del riciclaggio.
(Bild: Nico Laufer)
In questo contesto, un contributo importante è stato fornito dall’azienda Ermafa di Chemnitz: lì, prima della decontaminazione, i rifiuti di plastica venivano triturati in una camera autoclave.
Secondo Köhnlein, nell’ambito del progetto «i rifiuti di polistirolo triturati e decontaminati provenienti dal nostro laboratorio» sono stati trasformati da un’azienda specializzata nello stampaggio a iniezione in nuove piastre di Petri, costituite «interamente dal materiale riciclato». Secondo la ricercatrice in scienze ambientali, le piastre di Petri riciclate erano «microbiologicamente inalterate» e «non presentavano alcun potenziale citotossico», ovvero non sono dannose per le cellule. A ciò si aggiunge il fatto che il processo di decontaminazione si è dimostrato efficace nelle condizioni testate. «In oltre 40 cicli analizzati, i microrganismi di prova utilizzati non erano più rilevabili sulle plastiche trattate», afferma Köhnlein.
La conclusione della responsabile della ricerca: il progetto, che giungerà al termine tra poche settimane, ha dimostrato la fattibilità del riciclaggio dei materiali – sempre nella condizione imprescindibile che i prodotti riciclati soddisfino i più elevati requisiti igienici.
Per noi è doveroso trattare i Suoi dati personali in modo responsabile. Nella misura in cui raccogliamo dati personali che La riguardano, li trattiamo nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali. Informazioni dettagliate sono disponibili nella nostra Informativa sulla protezione dei dati.
Consenso all’utilizzo di dati per finalità di marketing
Acconsento che la Vogel Communications Group GmbH & Co. KG, Max-Planckstr. 7-9, 97082 Würzburg, incluse le imprese collegate ai sensi dei §§ 15 e segg. AktG, Legge tedesca sulle S.p.A. (di seguito: Vogel Communications Group,) utilizzi il mio indirizzo e-mail per l’invio di newsletter redazionali. Un elenco delle imprese facenti parte del gruppo è disponibile Qui.
I contenuti delle newsletter riguardano i prodotti e i servizi di tutte le suddette imprese, quali, ad esempio, riviste e libri specialistici, eventi e fiere nonché i relativi prodotti e servizi, offerte e servizi nel settore dei media, in formato cartaceo e digitale, come ulteriori newsletter (editoriali), concorsi a premi, campagne di lead, attività di ricerca di mercato online e offline, portali web specialistici e offerte di e-learning. Nel caso cui sia stato acquisito anche il mio numero di telefono personale, questo potrà essere utilizzato per presentarmi offerte relative ai suddetti prodotti e servizi delle imprese sopra menzionate nonché per svolgere ricerche di mercato.
Il mio consenso include altresì il trattamento del mio indirizzo e-mail e il mio numero di telefono ai fini del confronto dei dati per finalità di marketing con partner pubblicitari selezionati, come, ad esempio, LinkedIn, Google e Meta. A tal fine, Vogel Communications Group può trasmettere i suddetti dati, dopo averli sottoposti a hashing, ai partner pubblicitari che li utilizzano per verificare se sono registrato anche sulle loro piattaforme. Vogel Communications Group utilizza questa funzione per finalità di retargeting (upselling, cross-selling e fidelizzazione dei clienti), per la creazione delle cosiddette “Lookalike Audiences” ai fini dell’acquisizione di nuovi clienti e come criterio di esclusione per le campagne pubblicitarie in corso. Per maggiori informazioni consultare “Confronto dati per finalità di marketing“ nell’Informativa sulla protezione dei dati.
Nel caso in cui accedo in Internet a contenuti protetti, nei portali del Gruppo, compresi quelli delle imprese collegate ai sensi dei §§ 15 AktG, devo registrarmi fornendo ulteriori dati per poter accedere a tali contenuti. In cambio dell’accesso gratuito a tali contenuti editoriali, i miei dati possono essere utilizzati ai sensi del presente consenso per le finalità qui indicate. Ciò non si applica per il confronto dati per finalità di marketing.
Diritto di revoca
Sono consapevole di poter revocare il presente consenso in qualsiasi momento con effetto futuro. La revoca del mio consenso non pregiudica la liceità del trattamento dei
dati prima della revoca stessa. Per comunicare la revoca posso, tra l’altro, utilizzare il modulo di contatto disponibile all’indirizzo https://contact.vogel.de. Qualora non desideri più ricevere una singola newsletter cui mi sono abbonato, per annullare l’iscrizione posso anche cliccare sul link in calce alla stessa. Ulteriori informazioni sul mio diritto di revoca, sulle modalità per esercitarlo e sulle relative conseguenze sono disponibili nella Informativa sulla protezione dei dati, sezione Newsletter redazionali.
Note legali
Contatto
Gestore cookie
Riciclato e comunque igienicamente sicuro?
Secondo Köhnlein, «la sicurezza igienica e la tutela delle risorse vanno di pari passo». I processi di riciclaggio e produzione sono stati inoltre monitorati tramite bioindicatori e un sistema indipendente di controllo della temperatura. «In condizioni chiaramente definite e monitorate è possibile conciliare elevati requisiti igienici con un riciclaggio di alta qualità», afferma l’esperta. Il presupposto è «che per la rispettiva destinazione d’uso siano disponibili tutte le certificazioni igieniche e relative ai materiali necessarie».
La responsabile del settore della DBU, la dott.ssa Melanie Kröger, ha sottolineato che il progetto riveste grande rilevanza anche «perché il settore sanitario è tra i maggiori produttori di rifiuti in Germania e nel mondo». Il team del progetto ha «sviluppato soluzioni innovative che coniugano la sicurezza dei pazienti e la tutela delle risorse». Il segretario generale della DBU, Bonde, ha sottolineato l’importanza di un’economia circolare a tutto tondo, dalla progettazione dei prodotti alla prevenzione dei rifiuti, fino al riutilizzo, alla riparazione e al riciclaggio: «L’economia circolare apporta benefici sia all’ecologia che all’economia. Il modello di business lineare “take-make-waste”, ovvero estrazione, utilizzo e smaltimento delle materie prime, è un modello ormai superato. Il futuro è circolare».
Quinto posto nella classifica dei maggiori produttori di rifiuti a livello settoriale
Il progetto del consorzio rientra nell’iniziativa di finanziamento “CirculAid” della DBU – che attualmente comprende sette progetti per un valore complessivo di circa 1,7 milioni di euro e mira a promuovere l’economia circolare nel settore sanitario. Uno sguardo alle statistiche mostra quanto ciò sia necessario: secondo l’Istituto Fraunhofer ISI e l’Ufficio federale dell’ambiente (UBA), solo in Germania il settore consuma ogni anno oltre 100 milioni di tonnellate di materie prime, collocandosi al quarto posto a livello nazionale nel confronto settoriale per consumo di materie prime. Inoltre, secondo alcune indagini, solo gli ospedali in Germania producono ogni anno quasi cinque milioni di tonnellate di rifiuti e rappresentano il quinto maggior produttore di rifiuti del Paese – dai camici ai laringoscopi fino alla plastica. Una delle cause: l’uso di prodotti monouso anziché riutilizzabili.